lunedì 18 aprile 2016

Amare

Amare.
È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle.
Susan Sontag.
Diario  1958/67

martedì 12 aprile 2016

BUON COMPLEANNO TORINOIR

Sono già passati 2 anni!
Due anni dalla Mole tinta di giallo, che ha gettato un’ombra di rinnovato noir su Torino. 
Due anni in cui i 12 scrittori torinesi ci hanno deliziato con pubblicazioni in cui l’ingredienti principali sono il brivido e la suspense. 

Tenebrosi sulla carta, ma nella vita sempre disponibili e attenti all'affezionato pubblico, hanno deciso di festeggiare il loro compleanno facendogli un regalo:
dal 13 al 17 aprile, su Amazon e per la precisione QUI, sarà possibile scaricare il loro primo ebook collettivo gratuito: “Torinoir Vol. 1”
Un’occasione che sarebbe davvero un delitto farsi scappare. 










Lasciatervi tentare. Ma prima, alzate il volume. 


lunedì 21 marzo 2016

La riva destra della Dora - Massimo Tallone & Biagio Fabrizio Carillo

Quando sento nominare la Dora, mi torna sempre alla mente una notte di diversi anni fa. Ero a Torino per il Salone del libro, e una sera io e chi stava con me, siamo andati in un locale a Borgo Dora. 
C'era una sorta di incontro di pseudo intellettualoidi che, tra una canna e una birra, si atteggiavano a ragionatori sui massimi sistemi, annoiandomi da subito.
Sarà stata mezzanotte passata, quando mi sono allontanata, non vista, da quel tavolo e da quei discorsi che mi stavano fin troppo stretti e sentivo estranei alle mie corde,  e mi sono avviata verso il Ponte Carparini. 
C’erano diversi locali etnici, profumi di spezie e di incensi. Alcuni avevano i tavolini già all'esterno, in un maggio che sembrava un anticipo d’estate. Data l ora forse avrei dovuto aver paura, ad aggirarmi lì da sola, ma non ne avevo. Forse perché mi sentivo così trasparente agli occhi altrui da esserlo davvero, e infatti pareva non notarmi nessuno. 
Arrivata al ponte mi sono fermata ad osservare il scorrere lento e pacifico del fiume, e le luci di Torino da sempre capace di amarmi e ferirmi con la stessa forza, come la più passionale delle amanti, dalla quale ho provato anche a staccarmi ma non mi riesce. Come se quell'aria, quei tetti mansardati e le tende verdi, siano entrate a far parte del mio DNA, e certi legami finisci per accettarli esattamente così come sono. Nonostante tutto. 
In quei minuti di silenzio, spezzato solo da discorsi scambiati in lingue sconosciute poco distanti, ho iniziato a sentirmi meno trasparente, e paradossalmente meno sola perché alla fine, su quel ponte ero in compagnia di me stessa.
Sarà per questo che “La riva destra della Dora” per assonanza continuava a “chiamarmi”e solleticare la mia curiosità fino a farmi decidere di “adottarlo”. 
Sono dell’idea che i libri non li incontri per caso, e incontrare Lola proprio in questo periodo, dove sto rimettendo insieme i cocci dell'ultima rottura, non lo è sicuramente. Lola è una donna forte e determinata, ma non come una superman in gonnella. È forte e presente a se stessa come le donne che hanno sofferto, sono cadute e hanno avuto la determinazione di rialzarsi. Non rinnegano le proprie debolezze e paure, ma hanno imparano a dominarle. E mi è piaciuto pensare che questa visione forte e delicata insieme, fosse data dalla penna e dalla sensibilità di due uomini. Allora, ancora esistono! C'è speranza. 
Davvero un bel libro, di quelli a cui non puoi fare a meno di piegare la pagina in un angolo, perché quella frase è tua e la vuoi ritrovare facilmente quando hai il bisogno di rileggerla. Un noir articolato e mai banale, dall'ambientazione in cui si sviluppa, alla scelta dell’arma del delitto. Il ritmo cadenzato come il running, dove si dosano le energie e nonostante il fiato che si faccia corto, non puoi vuoi mollare la presa e punti risoluta al traguardo. 
Un libro che quando lo finisci ti spiace, perché con Lola vorresti parlare ancora un po', e allora decidi di tenerlo ancora lì sul comodino, che quelle pagine ripiegate è bello tenerle a portata di mano. 

Ps. In chiusura c è anche una scena che, quando l'ho letta ho definito sorridendo: “fantascienza”. Ma non posso dire di più o vi toglierei il piacere della lettura. Ma meno male che, nei libri, certe cose ancora accadono! 
Se volete scoprire di più, lo potete acquistare anche qui

lunedì 8 febbraio 2016

All'inverso torno


Talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile
che non partire mai. 
Giorgio Faletti. 
Fuori da un evidente destino 2006


venerdì 29 gennaio 2016

La Gatta e i Diamanti - Andrea Monticone

Titolo: La Gatta e i diamanti
Autore: Andrea Monticone
Editore: Golem Edizioni
Collana: Le Vespe
Numero di pagine: 272
ISBN: 978-88-98771-39-4
Si compra qui! 



Altri passi, stavolta frettolosi, dal corridoio. Sodano corre ed esce dal laboratorio. Un’ombra in fondo, sta passando davanti al suo ufficio e la luce la illumina brevemente. Una figura agile vestita di nero. Sembra una tuta da motociclista. Sodano corre, continuando a urlare alla figura misteriosa di fermarsi. In un altro corridoio ce l’ha davanti in linea retta, pochi metri. Più in là c’è solo un’uscita di sicurezza. Deve fermare lo sconosciuto, quasi certamente ha preso il diamante. Ma come ha fatto, si chiede Sodano continuando a correre. Maledicendosi per non avere preso con sé la pistola dal cassetto della scrivania.


Trama


Un uomo sotto protezione dell’Antimafia ucciso a pietrate nella sua vigna, la comparsa di misteriosi diamanti collegati a una sanguinosa rapina: riassegnato temporaneamente alla Direzione investigativa antimafia, il capitano dei carabinieri Gabriele Sodano inizia le indagini, trovandosi di fronte all’ombra di una ladra internazionale, “La Gatta”.
Tra ufficiali ambigui e pochi alleati, Sodano si avvia a un cambiamento drastico della propria vita e della propria carriera, proprio mentre il passato e l’amore sembrano tornare nella sua esistenza.
Dalle campagne dell’astigiano a Milano, dai sotterranei dei palazzi di lusso torinesi a Londra: sparatorie, misteri, inseguimenti e un regolamento di conti sulle rive del Tamigi.



martedì 26 gennaio 2016

Alexandre Cabanel


Un giorno di febbraio di una vita fa.
Un corridoio del Musée d'Orsay e un colpo di fulmine. Lo sguardo che si impiglia e resta lì. E poi ci provi a camminare, proseguire la visita. Ma poi ritorni sempre sui tuoi passi.
E c è un qualcosa che ti attira come una calamita, e, anche se non te lo sai spiegare, ti lasci rapire.

Alexandre Cabanel (1823-1889)
Morte di Paolo e Francesca
1870
Olio su tela
Cm 184 x 255

giovedì 21 gennaio 2016

Diamonds



I Diamanti sono i migliori amici di una ragazza. 
Marilyn Monroe - Gli uomini preferiscono le bionde 1953